mercoledì 11 febbraio 2015

Gita a Montagnana




GITA A MONTAGNANA
<Che bella gita…>
sto pensando in questo momento!!!Ricordo le tante risate fatte e le cose belle viste…Erano le 7.30 circa del 28 ottobre; era una mattina fredda e tirava un vento gelido. Eravamo tutti incappucciati nei nostri “100 grammi” quando ci siamo precipitati sul pullman correndo per prendere i posti più in fondo possibile. Poi, dopo circa dieci minuti, quando ci siamo sistemati e le professoresse hanno fatto l’ appello, ci siamo infilati gli auricolari e abbiamo fatto una “ music therapy” fino all’ arrivo a Montagnana. Invece , quando il pullman è passato davanti alle mura, tutti abbiamo scattato foto all’ impazzata usando i cellulari con l’ abilità che solo a questa età si può avere. Dopo che il pullman ha parcheggiato, siamo scesi e, camminando in fila indiana, ci siamo messi in cammino per Montagnana. Una volta entrati da Porta Padova, passando per Castel S. Zeno, appena dentro alla cittadina, la giovane guida assegnata al nostro gruppo ci ha accolto con fare dolce e disponibile e pazientemente ci ha accompagnato verso la nostra prima metà: il Mastio di Ezzelino, un’ imponente torre che con i suoi 38 m. di altezza protegge il Castello e il cortile interno affiancato dalle due torri di vedetta. La vista da lassù era mozzafiato; si potevano ammirare, malgrado la leggera foschia, le colline circostanti. Da lì abbiamo scattato diverse foto e al termine della minuziosa spiegazione, con la nostra costante vivacità, siamo scesi lungo le scale interne della torre e abbiamo proseguito la nostra visita all’ interno del castello. Da lì ci siamo spostati nel cortile, che non era molto grande ma che era circondato da pareti abbastanza alte. In mezzo al cortile c’era un pozzo che serviva per raccogliere l’ acqua piovana che poi veniva utilizzata nei momenti di carestia. Successivamente siamo usciti dalle mura e ci siamo incamminati verso il fossato all’altezza di Porta Padova dove la guida ci ha spiegato le varie tecniche di difesa e l’utilizzo del fossato del fossato da parte dei soldati, ha precisato inoltre il perché della particolare forma perimetrale di Montagnana, appositamente studiata per confondere i nemici che volevano assediarla. Ridendo e scherzando erano trascorse serenamente quasi due ore e la guida si è affrettata a soddisfare le nostre curiosità circa le Mura Nord della cittadina. Per esempio una riguardava gli archi presenti lungo le mura, all’interno dei quali, venivano sistemate delle mensole sopra le quali erano posti i cibi da conservare. Finalmente è arrivata l’ora di fare merenda, ci siamo sistemati in un parco piccolo ma carinissimo e, seduti su delle panchine di pietra bianca, ci siamo scalmanati un po’. Dopo ci siamo messi in cammino verso la Rocca degli Alberi chiamata così perché davanti si trovava un  fitto bosco. Sulle facciate erano ospitati gli stemmi del Comune di Padova, peraltro l’unico di leggibile, quello di Francesco il Vecchio e dei Carraresi, però non più visibili perché scalpellati dai Veneziani dopo la conquista della città. Per ultimo, ma non per questo meno importante, abbiamo ammirato il Duomo di S. Maria Assunta con le sue bellissime opere che rappresentavano la “Battaglia di Lepanto” di Antonio Vassilacchi, la “Trasfigurazione di Gesù” del Veronese, “Giuditta vittoriosa sul generale assiro Oloferne" e il “ David” con la testa del gigante Golia. Erano magnifici! All’uscita abbiamo salutato la guida ringraziandola per la bella giornata e ci siamo incamminati verso il pullman che ci ha riportato a scuola. 
Mi sono ricreduta: credevo fosse una gita noiosa e la città medievale fosse poco stimolante, in realtà mi è piaciuta moltissimo e sicuramente ci ritornerò con la mia famiglia per far apprezzare anche a loro l’atmosfera che si respira in questa elegante città.

                                                                                             Emma Artusi 2D

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