sabato 23 gennaio 2016

REALTA' O FANTASIA?




ALCUNI RACCONTI PER SOGNARE E..RIFLETTERE

LAVORI DI GRUPPO 3^ d
 
 

Babbo Natale e la grande nube nera
Era la Vigila di Natale, tutto era pronto, i bambini stavano dormendo dolcemente nei loro lettini e le renne, nelle loro stalle, scalpitavano pronte per la partenza.
Babbo Natale caricò nella sua slitta il suo sacco di regali. Era un mezzo grande, in legno, molto resistente ma non dava nell’occhio, perché Babbo Natale non doveva farsi notare. Il cielo era stellato, ma in lontananza si intravedeva una grande nube scura che si stava espandendo sempre di più. Babbo Natale non ci face caso concentrato nei suoi impegni per soddisfare tutte le richieste inviate dai bambini con i loro rispettivi indirizzi. Con queste preoccupazioni partì velocemente. Nella notte tutto procedeva regolarmente fino a quando le renne frenarono di colpo, paralizzate da quella grande nube nera davanti ai loro occhi. Subito Babbo Natale le rimproveròdicendo:”Perché vi siete fermate?! Continuate il vostro lavoro”.

Le renne risposero:” Siamo terrorizzate da questa nube! Non possiamo andare avanti!”. Ma Babbo Natale ignorò le loro proteste, e le convinse a proseguire perche aveva una missione da compiere, pensando ai bambini da far felici.
Pacco su pacco, la missione continuava finchè arrivarono in Cina e le renne non videro più nulla. Babbo Natale dovette arrendersi  perché anche Rudolf, la renna più esperta, si rifiutò di procedere.
Il giorno dopo, tutti i programmi televisivi trasmettevano immagini di un solo fatto di cronaca: “L’INQUINAMENTO HA FERMATO BABBO NATALE E I BAMBINI SONO DISPERARTI”. Anche i capi dei governi sentirono queste notizie perciò decisero di incontrarsi e discutere per prendere provvedimenti per ridurre le emissioni di gas inquinanti. Entro il nuovo anno avrebbero trasformato tutti gli impianti in modo da utilizzare solo energia pulita e così Babbo Natale avrebbe fatto di nuovo felice tutti i bambini del mondo. 




Babbo Natale alla Cop21
Mentre in tutto il mondo c’è aria natalizia, al Polo Nord c’è un problema molto grande.  Il 30 novembre 2015, nella fabbrica dei regali, il capocantiere elfo Stig cerca di mantenere la calma perché gli elfi operai si lamentano di scricchiolii provenienti dal soffitto e gocce d’acqua che scendono incessantemente sopra le loro teste, sugli oggetti e dentro i barattoli di colore. E per colpa di questo devono sempre rifare i regali e riverniciarli.                                                              
Siccome Babbo Natale sente molta confusione in fabbrica, decide di intervenire e farsi spiegare il problema. Dopo aver ascoltato le difficoltà, egli sceglie  di partire con la sua fedele renna Rudolf e andare a Parigi perché è venuto a sapere che da quel giorno fino all’ 11 dicembre ci sarebbe stato un incontro sui problemi ambientali: la COP 21.                                                                                                         
Quando Babbo è già in sella a Rudolf , all’ improvviso suona  il campanello: sulla soglia trova mamma orsa e i suoi tre cuccioli. Chiede a Babbo Natale di andare con lui alla COP 21, lasciando i tre cuccioli in affido a Mamma Natale.                                   Partono insieme per il lungo viaggio: arrivati a Parigi, la prima cosa che vedono è l’orologio di ghiaccio, che si sta sciogliendo e capiscono che presto sarebbe arrivata la fine per il loro ambiente e i suoi abitanti.
Appena entrati nella sala della conferenza, si sentono confusi. C'è un silenzio di tomba quando all'improvviso, Babbo Natale esclama:”Oh, oh, oh, quanta gente!!”
Avanza silenziosamente verso il palco con gli sguardi della gente che lo seguono perplessi. Prende il microfono e inizia a parlare.
”Sono qui perché se non facciamo qualcosa in fretta il Polo Nord si scioglierà e insieme ad esso scomparirà la magia del Natale”.
Prima che Babbo Natale arrivasse,i capi dei diversi stati del mondo non volevano smettere di usare il petrolio e il carbone, ma con l’ intervento di Babbo Natale capiscono che è necessario superare gli egoismi personali per pensare al bene dell’ intero pianeta e dei suoi abitanti.
I capi degli Stati ringraziano Babbo Natale per averli convinti a cambiare e promettono che da quel giorno in poi si sarebbero impegnati tutti.
Tutto si conclude per il meglio: al ritorno di Babbo Natale gli elfi ritornano al lavoro: sono tranquilli perché sanno che tutto si sistemerà con un po’ di buona volontà. 




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