martedì 31 maggio 2016

Profughi di ieri profughi di oggi

LA GIORNATA DEL RICORDO 





Martedì 12 aprile sono venuti a scuola due signori, il signor Grassi e il signor Basalisco, per commemorare la “Giornata del Ricordo” raccontandoci la loro storia di quand’erano bambini. Abitavano entrambi a Pola, ma all’età di otto e dieci anni hanno dovuto abbandonare la loro città natale e scappare in Italia per fuggire dal regime di Tito.
Il signor Grassi ha incominciato raccontando quanto fosse stato difficile per lui e la sua famiglia cambiare paese  perché non avrebbero più rivisto le persone a loro care, specialmente gli anziani che non volevano lasciare la loro casa.
Ogni tanto si notava che l’emozione gli saliva alla gola e che quindi si fermava per riprendere fiato: ci ha raccontato che, mentre andava ad imbarcarsi, vedendo tante luci nella notte chiese a sua mamma se era il mercato di città e che con tono dolce lei gli rispose: ”No, picio è la nave!”. I ricordi in lui sono ancora vividi.
Il discorso del signor Basalisco, invece, è stato più dettagliato nel racconto e la sua storia era piena di imprevisti.
La sua famiglia è arrivata a Padova, ma qui non ha trovato subito molta accoglienza. Per tre mesi si sono ritrovati a dormire sotto i portici o in ostelli divisi a gruppetti; fino a che un giorno un uomo, o per meglio dire un approfittatore, ha proposto loro una casa per 2500 lire (che a quel tempo erano molti soldi) che però aveva ancora i segni della guerra, infatti il tetto aveva i buchi delle bombe.
Vicino a casa loro c’era un alimentari e il signore che ci lavorava fu di grande aiuto per questa famiglia perché, anche se erano dei perfetti sconosciuti e non pagavano il cibo che prendevano, non protestava mai e aspettò con pazienza fino a quando il padre del signor Basalisco ebbe un lavoro e solo allora ricevette i soldi.
Io, sentendo tutti i racconti, sono rimasta senza parole. Vivere in quelle condizioni! Mi sembra praticamente impossibile e ammiro la forza di questi profughi.
Alla fine dei due racconti e delle domande proposte da noi alunni, i due signori ci hanno ringraziato per essere stati attenti con queste parole: ”Mai, quando siamo andati a raccontare la nostra storia nelle scuole, abbiamo trovato dei ragazzi così attenti ed interessati”.
Sono invece io a dover ringraziare per l’ occasione di riflessione che mi hanno regalato.

                                                                             Sara F., 2^ D

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